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Ristrutturare con Whatsapp

 

Tranquilli signori, niente di fantascientifico o di impossibile.  Stiamo parlando di utilizzare una tra le applicazioni di messaggistica istantanea più diffuse al mondo, whatsapp, per organizzare al meglio la ristrutturazione del vostro immobile.

Vi spiegheremo come noi della Covertec ci serviamo di questo mezzo da ormai un paio d’anni per facilitare la comunicazione e migliorare la ristrutturazione del vostro immobile.

È tutto molto semplice, creiamo un gruppo whatsapp con tutti i soggetti interessati alla ristrutturazione, vale a dire il responsabile dell’impresa, il responsabile della progettazione e i proprietari dell’appartamento/ufficio/negozio da ristrutturare.  Attraverso le comunicazioni sul gruppo abbiamo la possibilità di far sapere a tutti i diretti interessati cosa sta succedendo sul cantiere, se c’è bisogno di qualcosa in particolare, o se magari è necessario fare una scelta di carattere estetico  piuttosto che tecnico sul momento. Direte voi che tutto ciò si potrebbe fare anche attraverso una semplice telefonata.

E invece no, come sapete tutti, whatsapp permette oltre all’invio di messaggi,l’invio anche di immagini, video e documenti in modo immediato ed istantaneo. Inoltre utilizzando tale strumento i clienti hanno la possibilità di inviarci, già in fase progettuale, foto ed immagini di tutto ciò che a loro piace e che vorrebbero veder inserito nel loro futuro appartamento. È capitato che un cliente avesse visto un controsoffitto particolare e che volesse far ricreare qualcosa di simile nel proprio appartamento. Come fare se non ha un’immagine come riferimento? Non sempre si trova il cliente perfetto che riesce a farti capire i suoi gusti senza un’immagine. Inoltre può essere utile per la scelta delle finiture. Spesso capita che il cliente resti colpito da qualcosa che ha visto per strada,o a casa di un amico come un pavimento particolare, piuttosto che un radiatore di design ma che in quel momento non abbia la possibilità di chiedere a qualcuno informazioni a riguardo di quel prodotto. Forse sarà difficile recuperare il nome dell’azienda che produce quel prodotto, ma sicuramente con un’immagine di  riferimento sarà più facile per noi capire la richiesta del cliente. Whatsapp permette che questo scambio comunicativo tra progettista, impresa e cliente avvenga nella maniera più immediata possibile.

L’uso di questa applicazione è utile anche in fase di esecuzione dei lavori. Nei casi in cui il cliente non ha la possibilità di essere tutto il giorno, tutti i giorni, in cantiere e c’è da scegliere la posizione precisa di un radiatore, piuttosto che degli accessori del bagno, basta un click. A quel punto infatti basta inviare una foto delle possibili soluzioni ed attendere l’immediata risposta del cliente.

Inoltre le conversazioni su whatsapp possono essere salvate,e si sa come sempre “verba volant, scripta manent”. Invece con whatsapp le conversazioni intercorse alla fine possono essere salvate restano un valido documento a cui è possibile fare ricorso per la verifica delle scelte effettuate.  

In fondo basta solo scaricare una facile applicazione per vedere realizzata una casa proprio come nei vostri desideri.

 

il particolare: la differenza che fa la differenza

 

 

Come si riconosce un abito sartoriale? Come si riconosce un buon piatto? Come si riconosce un appartamento ben fatto? Sono i dettagli che fanno la differenza!

Nel caso di un abito quello che lo rende di qualità è senz’altro il tessuto, la foggia, ma sono i dettagli che gli danno quel tocco in più, come la scelta di una cucitura a vista piuttosto che la forma delle asole. Nel mondo del cibo la qualità dei prodotti è importante, anche l’aspetto con cui si presenta ma è il sapiente accostamento dei sapori il dettaglio che rende un piatto un prodotto da gourmet.

E nel mondo dell’architettura d’interni? È ovvio che anche qui di fondamentale importanza per il valore di unappartamento  sono senz’altro l’utilizzo di materiali di qualità congrui alla loro funzione, l‘utilizzo sapiente degli elementi strutturali, una corretta posa in opera, ma alla base di tutto ci deve essere un buon progetto che tenga conto di tutti i dettagli, perché sono le piccole cose che rendono un prodotto di pregio.

Un buon progettista deve pensare a tutto, occuparsi di ogni intervento, dal primo tramezzo abbattuto all’ultima tessera di mosaico del rivestimento, dal tracciato degli impianti al telaio dell’infisso. Sarà l’attenzione e la cura per i dettagli a fare la differenza: il consiglio sulla scelta della fuga delle piastrelle, il corretto accostamento di materiali diversi, l’illuminazione scenografica, il piccolo intervento artistico da inserire tanto su una porta di ingresso quanto nella posa del parquet, o piuttosto l’utilizzo inaspettato del cartongesso. È sui dettagli che cade lo sguardo e saranno proprio quei particolari a dare un carattere distintivo al vostro appartamento.

Che tristezza la monotonia!

Di seguito vi mostriamo una piccola selezione dei “dettagli che hanno fatto la differenza” nei progetti della Covertec

 

Parliamo di massetti

Decidete di ristrutturare casa, step by step e tutto procede per il meglio. Decidete di rifare anche gli impianti. I tecnici svolgono i loro compiti al meglio. Anche gli impianti sono rifatti e adesso arriva il momento di coprire tutto, è il momento di stendere il massetto. Ma quali sono i prodotti più idonei per realizzare un massetto?

Come prima cosa vediamo bene qual è la funzione del massetto, non serve mica solo a coprire le tubazioni degli impianti!

Per massetto si intende quello strato a base cementizia utilizzato come sottofondo livellato per i pavimenti atto ad accogliere le tubazioni a solaio dei vari impianti e a ripartire il carico degli elementi sovrastanti, come previsto dalla Norma Uni En 13813.

Un normale massetto è caratterizzato da un legante idraulico a base cementizia che va miscelato con inerti di granulometria appropriata ed acqua.  A seconda della loro tipologia costruttiva i massetti si dividono in aderenti, non aderenti o desolidarizzati, galleggianti, con riscaldamento o raffrescamento. A seconda della tipologia costruttiva cambia anche lo spessore minimo del massetto (2 centimetri per massetto aderente, 3,5 per quello galleggiante). L’umidità residua è ovviamente una caratteristica fondamentale da controllare anche nel massetto, come anche l’assenza di fessurazioni , la planarità, la compattezza, la stagionatura,lo spessore, la durezza superficiale, le prestazioni meccaniche e la pulizia. Il controllo della corretta asciugatura del massetto evita che si creino ritiri e fessurazioni dello stesso e conseguenti spaccature nella pavimentazione posata.

Per evitare lunghi tempi di asciugatura e inaspettati problemi dopo la posa dei pavimenti si consiglia l’utilizzo di leganti idraulici speciali. Trattasi di premiscelati di leganti ed additivi, a presa normale, asciugamento veloce e ritiro controllato. Ovviamente il confezionamento di tali leganti è normalizzato in base alla norma UNI EN 196.  I massetti realizzati con questo tipo di leganti hanno una pedonabilità dopo circa 12 ore e una messa in esercizio dopo 4 giorni garantendo dopo 4 giorni un’umidità residua inferiore al 2%. Tale caratteristica è misurabile con igrometro a carburo che garantisce una maggiore attendibilità della misurazione. La differenza con i massetti tradizionali è notevole, se si tiene presente che il tempo minimo richiesto per la stagionatura è di 7-10 giorni per centimetro di spessore.

È necessario tenere presente che però tutte le caratteristiche di questi prodotti sono tali se utilizzati e miscelati nella maniera corretta nel rispetto dei dosaggi previsti. Di fondamentale importanza è infatti la scelta degli inerti che deve avere una granulometria assortita specifica (in caso di TOPCEM Mapei o del KERACEM Kerakoll, un diametro variabile compreso tra gli 0 e gli 8 mm) ma anche il giusto rapporto tra legante-inerti ed acqua deve essere ben controllato e rispettare il dosaggio consigliato nelle specifiche tecniche del legante.

In caso di problemi nel reperimento degli inerti a giusta granulometria o magari nel caso in cui possa risultare complesso il controllo del rapporto leganti-inerti esistono anche malte premiscelate come il TOPCEM PRONTO, che sono in realtà pronte all’uso e vanno solo miscelate con acqua.

È ovvio tenere però in considerazione che aumentando le prestazioni del prodotto aumentano anche i costi. Per cui è sempre giusto fare le dovute valutazioni sulla necessita o meno di tali prodotti. Insomma se avete scelto per la vostra pavimentazione un normale gres o se comunque non avete nessuno che vi corre dietro e vi impedisce una corretta asciugatura del massetto, vanno più che bene i normali leganti a base cementizia non additivati.

Attraverso i video registrati in uno dei cantieri Covertec possiamo vedere come operai specializzati realizzano i massetti con il TOPCEM, già precedentemente mensionato.

Ecco le varie fasi di lavorazione.

La Covertec e tutto il suo team cerca di essere attenta a tutto, anche a quello che alla fine non si vede. C’è tutto un mondo sotto al pavimento, un mondo a cui bisogna prestare molta attenzione altrimenti anche quello che emerge in superficie ne risente.

Le implicazioni legali del contratto di appalto e le garanzie sui lavori di ristrutturazione.

Le implicazioni legali del contratto di appalto e le garanzie sui lavori di ristrutturazione.

Quando finalmente decidiamo di fare lavori di ristrutturazione andiamo incontro a varie problematiche, alcune delle quali hanno carattere legale. Con questo articolo proverò a fare una panoramica, essenziale ed il più comprensibile possibile, dell’argomento.

Come prima cosa bisogna fare una distinzione tra contratto d’opera ed appalto. Il primo è un contratto con cui una persona, in cambio di un corrispettivo in danaro, si obbliga a compiere un’ opera o un servizio in favore dell’altra con lavoro prevalentemente proprio e senza alcun vincolo di subordinazione. Il secondo invece è un contratto con cui una parte, l’appaltatore, assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, l’obbligazione di compiere in favore di un’altra, committente, un’opera o un servizio. Il rischio del risultato è sempre a carico del prestatore d’opera o appaltatore.

Qui ci soffermeremo sulle peculiarità del contratto d’appalto e sulle garanzie del committente nei confronti dell’impresa che ha avuto l’appalto dei lavori, e per farlo consulteremo il codice civile. L’art. 1667 c.c. ci dice che l’appaltatore è tenuto a dar garanzia per le difformità e i vizi dell’opera eseguita.  Per “vizio” si intende la mancanza di modalità o di qualità o di particolari che, pur non essendo appositamente pattuiti, devono tuttavia secondo le regole dell’arte e la normalità delle cose inerire all’opera. Per “difformità” si intende una discordanza dalle prescrizioni contrattuali.

Il committente deve denunziare, all’appaltatore, i vizi dell’opera o le difformità entro sessanta giorni dalla sua scoperta e prima che siano decorsi i due anni dalla consegna della stessa. Qualora non venga rispettato anche uno solo dei termini prima esposti, il committente perde la garanzia. La denunzia non è necessaria se l’appaltatore ne riconosce i vizi o li occulta. L’azione contro l’appaltatore si prescrive in due anni dal giorno della consegna dell’opera (il termine di dieci anni, ex art 1669 cc, riguarda solo “difetti di costruzione” di edifici o altra opera che abbia destinazione non temporanea). La garanzia può esser fatta valere dal committente secondo tre possibilità:

1-     La prima è pretendere l’eliminazione del vizio, naturalmente a spese della ditta edile. Non è detto che debba essere la stessa ditta cha sbagliato a dover eseguire i lavori (Cassazione, sentenza n.5103/1995) e il risarcimento può riguardare anche nuove, e più costose opere rispetto a quelle previste (Cassazione n.1948/1989).

2-     La seconda possibilità è chiedere la riduzione del prezzo da pagare o pagato e il risarcimento degli eventuali danni.

3-     La terza scelta, imboccabile se l’opera ha vizi così gravi da renderla inadatta al suo scopo, è pretendere la risoluzione del contratto.

Il committente ha diritto di verificare l’opera compiuta prima che gli venga consegnata. Questa verifica è anche un onere per il committente perché, se non la compie in un breve termine l’opera si intende accettata, come prevede l’art 1665 codice civile.

Ancora l’art. 1662 c.c. prevede la verifica anche nel corso di esecuzione dell’opera, attribuendo al committente il diritto di controllare lo svolgimento dei lavori. Quando si rileva che l’esecuzione dei lavori non procede secondo le condizioni concordate nel contratto e a regola d’arte, il committente può fissare un congruo termine entro il quale l’appaltatore deve conformarsi; trascorso inutilmente il termine stabilito, il contratto è risoluto, salvo il diritto del committente al risarcimento del danno.

In particolare nell’obbligo di garanzia è implicito il dovere di impiegare materiali di qualità tale da assicurare che l’opera stessa sia immune da vizi. In proposito il committente che lamenti la scadente qualità dei materiali impiegati, non ha l’onere di provare se e quali materiali fossero stati esplicitamente concordati tra le parti per l’utilizzo nell’esecuzione dell’opera.

Ci sarebbero ancora da esaminare ulteriori aspetti in merito alla questione della garanzia del committente durante l’esecuzione dei lavori, entrando nei dettagli, ma non faremo qui gli azzeccagarbugli. Buon appalto a tutti!

P.Avv Dott. Giuseppe Reale.

 

L'umidita' da risalita delle murature in tufo

L'umidità di risalita nelle murature

Tra le principali cause di infiltrazione d’acqua rientra sicuramente quella dovuta all’umidità da risalita. Tale fenomeno si riconosce attraverso il degrado dell’ intonaco, sia interno che esterno, che si manifesta nella parte bassa dell’edificio, a partire da pochi centimetri dal livello di calpestio fino ad arrivare ad un metro e più di altezza. Si tratta di un problema generato dal principio di capillarità, che consiste nella risalita d’acqua dal sottosuolo, sfruttando le microcavità esistenti naturalmente nel materiale, attraverso le strutture di fondazione. A favorire la diffusione di tale fenomeno è determinante la porosità del materiale, ovvero la capacità assorbente del materiale da costruzione utilizzato, come il tufo, la pietra, o il mattone pieno.

I danni che provoca l’umidità da risalita sono principalmente di natura estetica, attraverso la manifestazione di macchie, distacchi di intonaco, muffe ed efflorescenze saline. Infatti quando i sali minerali presenti nel terreno, risalgono nella muratura, si cristallizzano all’interno del materiale da costruzione, e provocano il distacco dell’intonaco. La presenza di tali infiltrazioni, infine, può provocare danni alla salute, in quanto la presenza di muffe può portare alla formazione di spore nocive, che rendono l’ambiente insalubre.

Nel corso del tempo si sono succeduti diversi sistemi di soluzioni per questo problema, a seconda delle diverse esigenze.

Uno primo sistema di deumidificazione consiste nell’inserimento di barriere chimiche, ovvero uno strato liquido impermeabile, capace di penetrare nelle cavità delle murature, che una volta iniettato attraverso la foratura della parte bassa della parete, rende la muratura idrorepellente.

Un altro sistema è costituito dagli intonaci al calcide, che sono intonaci deumidificanti e calcificatori al calcide. Tali intonaci risolvono le problematiche di umidità da risalita e salinità, grazie alla base di leganti idraulici, inerti e additivi specifici. Sono adatti per tutte le tipologie di murature.

Esiste poi il sistemi di elettrolisi, basato sulle correnti elettrostatiche che si generano dalla reazione chimica prodotta dall’incontro tra i sali minerali e l’acqua all’interno del terreno. Si crea quindi un campo elettrico naturale, che è possibile invertire attraverso l’inserimento di elettrodi. L’inversione artificiale di questo campo, è necessario a limitare la risalita d’acqua nelle murature. Il limite di questo sistema è determinato dal deterioramento degli elettrodi a contatto con i sali minerali.

Abbiamo infine un sistema efficace per risolvere tale problema, che è costituito dall’applicazione di intonaci deumidificanti macroporosi ad elevata evaporazione, che consentono di contrastare in modo ottimale la risalita d’acqua dal sottosuolo. Si tratta di intonaci ad elevata permeabilità al vapor acqueo congiuntamente con una considerevole idrorepellenza, i quali sono in grado di stabilire un corretto equilibrio igrometrico all’interno della parete trattata.

In poche parole l’acqua salendo dal sottosuolo, quando incontra uno strato di intonaco comune non riesce ad evaporare ed è portata a creare tutte le problematiche precedentemente illustrate, se invece trova uno strato di intonaco poroso e permeabile è libera di evaporare senza generare fastidi sulla muratura.

E’ comunque fondamentale un attenta analisi dello stato dei luoghi per poter identificare il trattamento migliore teso alla risoluzione del problema.

 

Il progetto di una mansarda. lo sfruttamento di un sottotetto con il piano casa.

 

Arch. Paola Di Vaio

Nella progettazione effettuata si e’ partiti da un ipotesi di sfruttamento del sottotetto innalzando le quote delle altezze con l’aumento di volumetria possibile sfruttando il piano casa. La soluzione originale prevedeva una ripartizione di base degli ambienti cosi’ come evidenziati in pianta.

Stato dei luoghi

 

L’accesso all’abitazione era collocato nel disimpegno, immediatamente di fronte alla zona dei servizi, che a sua volta suddivideva l’alloggio in due parti, sulla destra l’area giorno, con angolo cottura a vista, mentre sulla sinistra l’area notte.

 

Nel progetto di ristrutturazione dell’abitazione, la struttura essenziale dell’appartamento è stata conservata, ma con alcuni accorgimenti che hanno notevolmente rivalutato la qualità dell’abitare la casa.

Si è partiti innanzitutto dal modificare l’accesso dell’alloggio, in modo da ottenere un ingresso diretto nella zona giorno. Quando si entra nella mansarda, con questa nuova soluzione, ci si trova immediatamente nella zona conversazione, integrata in un sistema di pareti attrezzate in muratura, ottimali nel ricavare il massimo spazio nelle diverse altezze della mansarda. Un sistema di tale tipo, permette inoltre di poter ricavare spazi personalizzati per le proprie esigenze, oltre ad ottenere un divertente e dinamico gioco estetico di pieni e vuoti. Alla sinistra del soggiorno è stata posizionata la cucina, separata da una grande porta scorrevole vetrata, che a seconda delle circostanze è possibile chiudere per avere una cucina riservata oppure aprire, creando un unico ambiente spazioso e luminoso, capace di ospitare un buon numero di persone e di godere a pieno dell’intero ambiente. Nella parte centrale tra il soggiorno e la cucina è stata collocata l’area pranzo, in modo da sfruttare la massima altezza della copertura per renderla facilmente fruibile da ogni lato.

Un piccolo disimpegno separa la zona giorno dalla zona notte e conduce al servizio per gli ospiti e alla lavanderia, ricavata sfruttando lo spazio inutilizzato in altezza del vano scala.

Si accede poi alla zona notte e allo studio riservato. Questa area della casa è stata ripartita attraverso l’inserimento di una cabina armadio in posizione centrale, per separare da un lato la parte più intima della camera da letto e dall’altro la zona studio, lontana in questa posizione dai rumori provenienti dal soggiorno e dai servizio. La cabina armadio, quindi, oltre a suddividere i due ambienti, sfrutta così anche la maggiore altezza delle falde, garantendo una capienza molto elevata. Nella zona notte, accanto all’apertura del balcone è stata progettata un’essenziale toiletta, rivisitata in chiave moderna, capace di soddisfare tutte le esigenze di cura e di bellezza della persona, grazie anche all’inserimento di un punto d’acqua. Dalla camera da letto si accede poi al secondo bagno, il cui ingresso era precedentemente posizionato nel disimpegno.

A seguito dell’intervento di ristrutturazione, gli ambienti della casa risultano suddivisi in maniera più funzionale, recuperando al massimo le differenti altezze della mansarda e allo stesso tempo,  offrendo un valido risultato estetico.

Nell’ animazione che segue si potra’ visionare il risultato finale !

Il letto sospeso

IL letto sospeso e’ una tecnica innovativa che consente di sfruttare  lo spazio in  elevazione  di una casa che ha   non ha l’altezza interne necessaria per realizzare un soppalco.Ricordiamo che per realizzare un piano intermedio in un appartamento e realizzare quindi un soppalco abitabile bisogna comunque ottenere un altezza per piano che sia compatibile con i criteri di abitabilita’ : 270 cm .  Questo intuitivamente ci fa pensare ad un immobile che si presenta con un altezza totale di almeno 555 cm ( ipotizzando uno spessore medio del solaio di 15 cm. Le unita’ immobiliari  con queste altezze sono veramente rare.

Il sistema del Letto Sospeso invece ci consente di poter sfruttare lo spazio anche quando abbiamo un’altezza totale di soli 390 cm  dove non sarebbe possibile nessuna forma di soppalco. Il risultato e’ quello di guadagnare totalmente lo spazio riservato al letto e alla sua fruibilita,(percorsi intorno ad esso) e avere totalmente  libera l’area della stanza potendo agevolmente ridurne le dimensioni  e riservare lostesso ad altri ambienti.

Lo studio della luce per tutti gli ambienti della casa.

La luce che crea atmosfera.

 

Non c’e’ dubbio che nella realizzazione di un progetto per la casa e’ di fondamentale importanza  l’illuminazione  negli ambienti.

Per ogni ambiente sara’ necessaria una potenza luminosa diversa e a volte nello stesso ambiente e’ opportuno prevedere degli scenari diversi a secondo dell’uso che in quel momento si sta facendo della stanza in cui permaniamo. Pensiamo al salone  con la zona pranzo e con la zona conversazione. entrambe devono essere ben illuminate sia naturalmente che artificialmente. Durante una cena con amici,  per esempio, ci piacerà ottenere una illuminazione globale che possa far volgere lo sguardo verso tutti i commensali. Ma nel caso in cui abbiamo organizzato una cenetta romantica forse bastera’ una candela  e un paio di “gocce  di luce ” sul tavolo che illuminano i piatti ma che creano poi un’atmosfera abbastanza soffusa nel resto dell’ambiente.

Sempre nel salone ci piacera’ vedere la televisione con una piccola lampada piazzata in un posto dove la sua luce non si rispecchia  nel 50 pollici ultramoderno ad elevato contrasto altrimenti tutti i soldi spesi in più per un ottimo apparecchio onde poter  ottenere una visione ottimale saranno vanificati!

Abbiamo appena aperto l’articolo e parlato solo di un ambiente e gia’ abbiamo considerato diversi  lay-out  per  illuminazione. Immaginate quindi  di quante cose bisogna tener conto in cucina, per eliminare le fastidiose ombre del nostro corpo create dall’illuminazione dall’alto  mentre cuciniamo o laviamo i piatti, oppure nel bagno dove ci piacera’ osservarci allo specchio con una luce  priva di ombre seppur artificiale e che sia abbastanza corposa e adatta per esempio al trucco femminile. Ma perche’ rinuciare poi ad una doccia emozionale con tanto di cromoterapia?

E la camera da letto? E’ il posto dove ci si veste e quindi la luce deve essere adeguata alla ricerca del vestito ( le donne non lo troveranno mai perche’ comunque non hanno che 2.758 vestiti e niente da mettere!). Ma che dire poi del prosieguo della cenetta romantica? Quale dovrebbe essere la “non luce” adatta??

Poi al di là della scelta delle posizioni delle fonti illuminanti va da se che e’ fondamentale la natura delle stesse! Neon , led, alogene , risparmio energetico ecc..

Da non dimenticare poi la temperatura colore delle stesse che viene espressa in gradi Kelvin anche se nell’uso comune vengono identificate con termini come luce calda o gialla nel caso di lampade a temperatura colore vicina a quella del sole (3700 ° Kelvin ) o Bianca , fredda  tendente al bianco.

 

10 Motivi per scegliere Covertec per la tua casa

Ci sono 10 ottimi motivi per scegliere Covertec srl per ristrutturare casa:

1-Vedrai  come diventerà’  la tua casa prima di iniziare i lavori e senza nessun impegno.

2-Il preventivo sara’ comprensivo di tutte le opere progettate al riparo da extra.

3-Puoi chiedere ai nostri clienti come si sono trovati con noi.

4-Non paghi l’architetto che farà’ la direzione dei lavori, la comunicazione al comune, la scelta dei materiali ….ecc

5-Dopo la consegna dei lavori avrai 2 anni di garanzia coperti con una poliza assicurativa.

6-I nostri prezzi per le singole partite di lavorazione sono fra i  più bassi del mercato.

7-La nostra azienda opera dal 1996. 21 anni di esperienza e tantissime case realizzate.

8-Saranno seguiti tutti gli adempimenti per avere la certezza di usufruire del rimborso del 50%  delle spese sostenute  sotto forma di Bonus Fiscale.

9-Un solo interlocutore per la tua casa chiavi in mano.

10-La nostra voglia di ottenere anche la tua recensione sul nostro sito per permetterci di prendere altro lavoro tramite te! Quindi faremo sicuramente un buon lavoro.

 

Questo decalogo fa parte del nostro modo di pensare al cliente.Siamo convinti che  questi 10 motivi saranno fondamentali per la tua scelta.

Affidare la realizzazione della propria casa ad una azienda anziche’ ad un altra non e’ certamente casuale ma ogni singolo motivo illustrato ha la sua fondamentale importanza.Si ricerca l’estetica ma anche la funzionalità’, la qualità’ ma ad un prezzo ragionevole, l’affidabilità’ che si può  verificare  anche nelle esperienze degli altri attraverso le referenze, le garanzie sul lavoro come dettate dalla legge,  l’esperienza e la professionalità, e infine l’onesta’.

Sono criteri di scelta logici e razionali, e devono essere soddisfatti tutti insieme perché’ la scelta finale abbia luogo.

Noi teniamo sempre bene in mente che tradire questo decalogo significa perdere le opportunità di lavoro nel presente ma, cosa ancor più grave, perdere una referenza futura che non ci consente di acquisire nuovi clienti.