Garanzie sui lavori

La Posa Perfetta delle Piastrelle a Pavimento e per Rivestimento

Chi ristruttura la casa vuole godere pienamente del risultato finale del suo investimento.

La casa e’ il sogno di tutti gli italiani e quindi  il risultato di anni di sacrifici, di rinunce, e di speranze.

E’ normale che quindi viene prestata particolare attenzione alle finiture!

Cio’ che salta all’occhio infatti non sono certamente la qualita’ e i materiali usati negli impianti, i  prodotti usati per la realizzazione delle tramezzature, il tipo di intonaco, la qualita’ della colla delle piastrelle ecc…

In definitiva si apprezzerà’ quello che l’occhio vede e quindi i pavimenti della casa e i rivestimenti dei bagni e della cucina saranno sotto il costante e severo giudizio dei clienti non solo alla consegna della casa ma tutti i giorni , e in ogni momento: mentre si fa la doccia,o si lava il pavimento, mentre si cucina o si fa il bagno nella nuova vasca idromassaggio….

e cosi’ mentre e’ sicuramente necessario che gli impianti siano realizzati  a perfetta regola d’arte e effettuati  con materiali idonei, la posa delle piastrelle deve essere certamente perfetta!

Nel video viene illustrata la tecnica con cui la Covertec srl  realizza la posa dei pavimenti e dei rivestimenti garantendo un risultato sempre perfetto e quindi gradevole in ogni momento della giornata!

Nuova sentenza della Cassazione sui difetti delle lavorazioni nelle ristrutturazioni.

Negli appalti privati il committente che vuole contestare all’appaltatore la buona esecuzione dei lavori deve farlo in modo preciso e circostanziato. È la  conclusione cui è giuntala Corte di Cassazione con la sentenza 25433/2013.

 

la Corte di Cassazione con la sentenza 25433/2013 ha stabilito le modalità’ di comunicazione  nel caso il committente di lavori di ristrutturazione contesti la qualità dei lavori effettuati dall’impresa.

Il committente  privato  deve infatti contestare in modo preciso e con documentazione appropriata la lavorazione contestata  e non può genericamente affermare che” le lavorazioni sono state fatte male”!     Con tale generica affermazione infatti un committente privato si e’ visto rigettare la richiesta di rivedere il prezzo delle lavorazioni in quanto l’impresa, che si e’ resa disponibile ad un sopralluogo e ad un successivo intervento per rimediare alla lavorazione contestata,non avendo una precisa indicazione della lavorazione contestata non puo’ intervenire per riparare.

Cita testualmente la Cassasione: “Non è quindi sufficiente una generica contestazione o protesta, perché in questo modo la disponibilità dell’appaltatore alla verifica dei problemi sollevati non può tradursi nell’assunzione di un valido impegno all’eliminazione dei difetti. Senza la precisa indicazione dei difetti, anche l’impegno dell’appaltatore rimane indeterminato.

Le implicazioni legali del contratto di appalto e le garanzie sui lavori di ristrutturazione.

Le implicazioni legali del contratto di appalto e le garanzie sui lavori di ristrutturazione.

Quando finalmente decidiamo di fare lavori di ristrutturazione andiamo incontro a varie problematiche, alcune delle quali hanno carattere legale. Con questo articolo proverò a fare una panoramica, essenziale ed il più comprensibile possibile, dell’argomento.

Come prima cosa bisogna fare una distinzione tra contratto d’opera ed appalto. Il primo è un contratto con cui una persona, in cambio di un corrispettivo in danaro, si obbliga a compiere un’ opera o un servizio in favore dell’altra con lavoro prevalentemente proprio e senza alcun vincolo di subordinazione. Il secondo invece è un contratto con cui una parte, l’appaltatore, assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, l’obbligazione di compiere in favore di un’altra, committente, un’opera o un servizio. Il rischio del risultato è sempre a carico del prestatore d’opera o appaltatore.

Qui ci soffermeremo sulle peculiarità del contratto d’appalto e sulle garanzie del committente nei confronti dell’impresa che ha avuto l’appalto dei lavori, e per farlo consulteremo il codice civile. L’art. 1667 c.c. ci dice che l’appaltatore è tenuto a dar garanzia per le difformità e i vizi dell’opera eseguita.  Per “vizio” si intende la mancanza di modalità o di qualità o di particolari che, pur non essendo appositamente pattuiti, devono tuttavia secondo le regole dell’arte e la normalità delle cose inerire all’opera. Per “difformità” si intende una discordanza dalle prescrizioni contrattuali.

Il committente deve denunziare, all’appaltatore, i vizi dell’opera o le difformità entro sessanta giorni dalla sua scoperta e prima che siano decorsi i due anni dalla consegna della stessa. Qualora non venga rispettato anche uno solo dei termini prima esposti, il committente perde la garanzia. La denunzia non è necessaria se l’appaltatore ne riconosce i vizi o li occulta. L’azione contro l’appaltatore si prescrive in due anni dal giorno della consegna dell’opera (il termine di dieci anni, ex art 1669 cc, riguarda solo “difetti di costruzione” di edifici o altra opera che abbia destinazione non temporanea). La garanzia può esser fatta valere dal committente secondo tre possibilità:

1-     La prima è pretendere l’eliminazione del vizio, naturalmente a spese della ditta edile. Non è detto che debba essere la stessa ditta cha sbagliato a dover eseguire i lavori (Cassazione, sentenza n.5103/1995) e il risarcimento può riguardare anche nuove, e più costose opere rispetto a quelle previste (Cassazione n.1948/1989).

2-     La seconda possibilità è chiedere la riduzione del prezzo da pagare o pagato e il risarcimento degli eventuali danni.

3-     La terza scelta, imboccabile se l’opera ha vizi così gravi da renderla inadatta al suo scopo, è pretendere la risoluzione del contratto.

Il committente ha diritto di verificare l’opera compiuta prima che gli venga consegnata. Questa verifica è anche un onere per il committente perché, se non la compie in un breve termine l’opera si intende accettata, come prevede l’art 1665 codice civile.

Ancora l’art. 1662 c.c. prevede la verifica anche nel corso di esecuzione dell’opera, attribuendo al committente il diritto di controllare lo svolgimento dei lavori. Quando si rileva che l’esecuzione dei lavori non procede secondo le condizioni concordate nel contratto e a regola d’arte, il committente può fissare un congruo termine entro il quale l’appaltatore deve conformarsi; trascorso inutilmente il termine stabilito, il contratto è risoluto, salvo il diritto del committente al risarcimento del danno.

In particolare nell’obbligo di garanzia è implicito il dovere di impiegare materiali di qualità tale da assicurare che l’opera stessa sia immune da vizi. In proposito il committente che lamenti la scadente qualità dei materiali impiegati, non ha l’onere di provare se e quali materiali fossero stati esplicitamente concordati tra le parti per l’utilizzo nell’esecuzione dell’opera.

Ci sarebbero ancora da esaminare ulteriori aspetti in merito alla questione della garanzia del committente durante l’esecuzione dei lavori, entrando nei dettagli, ma non faremo qui gli azzeccagarbugli. Buon appalto a tutti!

P.Avv Dott. Giuseppe Reale.