atmosfera

Tutti in terrazza, da oggi si può!

 

Siete proprietari di una terrazza e volete installarvi un gazebo? Da oggi si può senza alcun problema, lo dice le sentenza 177/2015 emanata dal Consiglio di Stato, l’importante è precisare che quel solaio di copertura è una terrazza e non un lastrico solare. La differenza è semplice, il lastrico solare ha come unica funzione quella di essere un solaio di copertura, al pari di un tetto; viceversa una terrazza ha caratteristiche architettoniche e di portata ben diverse. Una terrazza è definita tale se dotata di un parapetto o ringhiera che ne consenta l’affaccio, se ha la superficie e la capacità portante atte a sostenere la presenza di persone.

Per cui se volete sfruttare al meglio la vostra terrazza, dopo aver verificato che di terrazza si tratta, non dovrete far altro che presentare una comunicazione al Comune con relazione asseverata di un tecnico che  attesti che  il vostro gazebo possa essere qualificato come elemento precario e che in alcun caso alteri la volumetria dell’immobile (non pensate di chiuderlo), e dal giorno dopo potrete installare il vostro gazebo. A quel punto serve solo la data del prossimo evento in terrazza!

Arredo smart e multitasking

 

Noi, nuova generazione affamata di spazi che si trova a vivere in appartamenti sempre più piccoli, vuoi per questioni economiche o per pura crisi immobiliare; noi che ci ritroviamo spesso a cercare soluzioni alternative a quei fantastici ma spesso ingombranti arredi ereditati dai nonni che proprio non trovano spazio. Nessun timore, per fortuna abbiamo dalla nostra parte il design e l’arredo trasformabile che ci aiutano.

Ebbene si, nella società contemporanea dove tutto è multitasking, anche l’arredamento deve adattarsi per necessità e stile all’essere multifunzione. Non il semplice divano-letto, o magari il letto a castello in stile caserma. Ecco che iniziano a comparire dal soffitto o da dietro una libreria letti che nessuno immaginava potessero trovare posto in quel minuscolo monolocale, o anche un quadro che si ribalta e diventa tavolo, o magari una consolle a muro di neanche 30 cm che in due minuti si trasforma in un tavolo lunghissimo per il pranzo di natale. Ed ecco che noi, la generazione “smart” e “multitasking” ci ritroviamo a vivere utilizzando arredi altrettanto “intelligenti” e “plurifunzionali”.

In realtà non abbiamo inventato nulla, o almeno non noi generazione post 2000. Gli arredi compatti e trasformabili hanno almeno 40-50 anni, e risalgono a quell’epoca di boom del design, in cui la sperimentazione la faceva da padrone. L’inventore dell’arredo multitasking è sicuramente Joe Colombo, designer milanese degli anni ’60-’70. Basta una piccola ricerca per imbattersi nella sua mini-kitchen del 1962, un blocco cucina integrato su ruote, di circa 60×60 cm, che racchiude tutti gli elettrodomestici di una cucina classica, più  vani contenitori e tavolo, tutto a scomparsa, ora in Corian prodotta da Boffi. O anche l’altra opera visionaria sempre di Joe Colombo del 1971 “unità arredativa globale” in cui c’è un’intera casa in un unico elemento arredativo.  Riflessione di queste sperimentazioni del design le ritroviamo nel film con Renato Pozzetto “Ragazzo di campagna” dell’84 , in cui viene mostrato un appartamento “moderno” (come dimenticare il suo “TAC”!), forse ancora strano allora ma oggi così vicino alla nostra realtà quotidiana.

Certo questi sembrano degli estremi e delle sperimentazioni, ma sono queste le soluzioni che hanno ispirato i moderni arredi trasformabili. Oggi il problema dello spazio viene affrontato con meno ansia grazie alle moderne soluzioni arredative. Il design ci insegna che vivere in 30mq si può, con l’arredo giusto. Con il letto  a scomparsa, il tavolo consolle e la cucina compatta anche 30 mq potrebbero sembrarvi una reggia.

Scegliere tra una zona giorno open space o la separazione netta dei locali, quale la soluzione migliore

Cucina ... pubblica?

 

In un mondo in continua evoluzione anche i modi dell’abitare cambiano. Se prima l’open-space poteva sembrare solo la scelta di un artista stravagante per il suo loft industriale o, al massimo, una necessità per un monolocale troppo piccolo, oggi creare un  ambiente multifunzione per la zona giorno è diventata più che una valida alternativa ad una separazione netta degli ambienti.Vediamo nel dettaglio quali sono i pro e i contro di entrambe le soluzioni.

ZONA GIORNO OPEN-SPACE

  Vantaggi:

-  Maggiore convivialità: La completa fruizione visiva dell’intera zona giorno consente una maggiore comunicazione tra gli ospiti e i proprietari di casa, o comunque tra chi si trova a lavorare in cucina e chi magari si sta rilassando in salone.  L’interazione tra i differenti soggetti  garantisce un maggiore senso di convivialità molto più vicino allo stile di vita contemporaneo.

-  Spazio più ampio: La creazione di uno spazio multifunzione che unisca insieme la zona cucina, la zona pranzo e la zona soggiorno dona ad ogni attività una percentuale di spazio in più.

- Spazio più luminoso: La mancata frammentazione degli spazi rende l’ambiente giorno senza ombra di dubbio più luminoso ed arioso, garantendo così anche un maggiore comfort a chi lo abita.

Svantaggi:

-  Mancanza di privacy: La completa fruizione visiva dell’intera zona giorno non garantisce di certo la discrezione. Per cui se magari non si è proprio così ordinati in cucina o se comunque si teme l’occhio critico di qualche ospite, la soluzione open-space con la cucina completamente a vista non è la soluzione più consigliabile.

-  Diffusione cattivi odori: Con l’abbattimento dei tramezzi divisori dei due ambienti oltre alle persone passano innegabilmente anche gli odori dalla zona cucina direttamente nella zona soggiorno. Ma una corretta areazione dell’intera zona e una buona cappa aspirante possono velocizzare lo smaltimento dei cattivi odori.

CUCINA E SOGGIORNO SEPARATI

Vantaggi:

-  Maggiore riservatezza: Avere due ambienti separati, uno destinato alla cucina e l’altro al soggiorno garantisce di certo una maggiore privacy. Oggi il tempo destinato alle faccende domestiche si è ridotto e magari proprio non vi va di mostrare al vostro ospite il disordine che regna nella vostra cucina. In tal caso avere due ambienti separati garantisce la possibilità di nascondere ad occhi indiscreti qualche piccola negligenza.

- Maggiore funzionalità: L’avere due ambienti separati di solito porta alla creazione di cucine più compatte e meno dispersive. Le attività in cucina risultano spesso meglio sviluppate, più adatte alle esigenze dell’utente.

- Contenimento degli odori:  Avere un ambiente circoscritto per la cucina, facilita la possibilità di circoscrivere più facilmente anche gli odori.

Svantaggi:

-  Minore convivialità: La suddivisione della zona giorno in ambienti separati non consente la comunicazione visiva. Venendo meno la relazione diretta tra i due ambienti viene meno anche quella tra chi cucina e chi si trova in soggiorno, riducendo anche il senso di ospitalità.

-  Spazi più piccoli: La creazione di ambienti separati diminuisce lo spazio degli stessi. Per cui soprattutto quando la zona giorno non è troppo ampia, frammentare lo spazio finisce per essere una soluzione scomoda che crea spazi più angusti.

 

Come spesso accade però anche in questo caso “In medio stat virtus” – la virtù sta nel mezzo.Infatti anche in questo caso c’è una terza opzione capace di conciliare i pregi e i difetti delle precedenti soluzioni analizzate. La soluzione migliore può essere difatti quella di creare un unico ambiente per la zona giorno introducendo però degli elementi di separazione mobile come una porta, un pannello o una vetrata scorrevole che dividano all’ occorrenza  la zona soggiorno dalla zona cucina.

In tal caso infatti i vantaggi della soluzione open-space quali il maggiore senso di convivialità, la maggiore ariosità e luminosità degli spazi viene garantita lasciando aperto l’elemento di separazione mobile.  Contemporaneamente però basterà chiudere tale elemento per garantire la stessa privacy che si avrebbe in caso di ambienti nettamente separati, riducendo così anche il passaggio dei cattivi odori.

Questi sono ovviamente solo dei consigli poi sta a voi scegliere la soluzione che meglio si adatta alle vostre abitudini e ai vostri stili di vita.

 

Il camino: ci vuole per forza la canna fumaria?

 

Quando si pensa al caminetto, si pensa alla legna, al focolare, a quella bella sensazione di tepore data da quella fiamma che arde mentre si sta comodamente seduti su un’avvolgente poltrona. Chi non vorrebbe quell’angolo col focolare vicino cui scaldarsi?

Tutti i sogni però sembrano svanire quando vi ricordate che vivete in un appartamento al secondo piano di un condominio e che gli inquilini del piano di sopra di certo non vi faranno attraversare le loro abitazioni perché voi dovete installare una canna fumaria. A questo punto che fate, rinunciate al tanto sognato camino? Perché mai, non lo sapete che esistono i camini a gas?Che diavoleria è il camino a gas? All’apparenza sembrano proprio dei normali caminetti ma rispetto a quelli tradizionali non hanno la necessità della canna fumaria, per cui i vicini non potranno ostacolare il vostro desiderio e voi potrete far installare il vostro camino a gas ovunque vogliate.

La fiamma c’è, e sembra proprio quella originata dalla combustione di ciocchi di legno o da vecchi giornali solo che in realtà proviene da ugelli da cui fuoriesce il gas. Inoltre questa fiamma è regolabile, continua e sicura. I ciocchi di legno non scompaiono ma sono sostituiti da elementi prefabbricati di origine minerale realizzati con foggia simile a quelli originali ma col vantaggio che non si consumano.

Esistono camini a gas di tutti i tipi, dal design più moderno o dallo stile più classico, possono essere aperti senza vetro con la fiamma a vista, ad incasso o magari con il focolare chiuso, sicuramente più efficienti sotto il profilo del riscaldamento, ma magari meno contemporanei nelle linee.

Essendo  impianti a gas si ha la possibilità di regolarne la combustione , vale a dire controllare il consumo del gas ma anche la quantità di calore prodotto attraverso una regolazione con termostato, come una normale caldaia. Si tratta inoltre di impianti che hanno si bisogno di una manutenzione annuale, ma non essendoci residui di cenere non vanno quotidianamente ripuliti. Non è necessario immagazzinare materiale per la combustione come pellet o ciocchi di legna.

Rispetto ai camini a bioetanolo, riscaldano di più e non disperdono vapori nocivi, anche se comunque è bene ricordare che un camino a gas non basta a riscaldare interamente una casa, ma da sicuramente un contributo importante al microclima indoor. Sono anche di semplice installazione, anche se vanno comunque installati da un tecnico qualificato come del resto avviene anche per le normali caldaie, e sono tutti prodotti rigorosamente certificati a marchio CE. E se vi preoccupate che magari la fiamma possa saltare fuori dal camino, non c’è pericolo, sono tutti impianti dotati di sistemi di controllo che in caso di perdita di fiamma o fumo interrompono la fuoriuscita del gas.

I camini a gas sono prodotti sicuri, di facile installazione, puliti e  dallo stile versatile che garantiscono in qualunque ambiente un’atmosfera calda ed accogliente.

Noi lo abbiamo installato anche in un ristorante, e si sa che nei locali pubblici l’atmosfera è molto importante!

 

“How it made” ci mostra anche come li costruiscono