Archive for marzo 2014

L'idroscopino:Innovazione igienica nel bagno

Certamente l’oggetto piu “imbarazzante” e meno igienico che esiste nella maggior parte delle case e’ lo scopino per pulire il water.
E’ un oggetto inevitabile come accessorio di pulizia ma fino ad ora e’ rimasto cosi come e’ stato ideato da tempo immemorabile.
Finalmente negli ultimi anni si fa sempre piu frequente durante la ristrutturazione della casa l’installazione dell’idroscopino.
Il  suo getto di acqua a pressione è davvero efficace perché’ unisce all’azione di rimozione meccanica sullo sporco, fornita dalla forza del micro getto, quella della naturale proprietà solvente dell’acqua.
Il tutto con un semplice gesto. Nessun contatto con il vaso, nessun maleodorante scopino, graziosamente nascosto nel proprio accogliente porta-scopino (accogliente soprattutto  per i batteri  che vi abitano  abbondantemente).
Abbiamo chiesto ad ogni cliente a cui abbiamo ristrutturato casa ed installato l’idroscopio come si trovava con questo oggetto davvero innovativo, e la dichiarazione più spontanea e che sicuramente non si riuscirebbe più a farne a meno e  che vedere il normale scopino  in altre case dà  la sensazione di un bagno “sporco”!
Il getto dell’idroscopino è calibrato in modo da essere compresso ed omogeneo fino ad una distanza di circa 45 cm.
Indirizzando il getto verso la curvatura delle pareti interne del vaso wc, il getto non provoca nebulizzazione o schizzi.
L’introduzione dell’idroscopino, rappresenta un po’ una rivoluzione nel campo del complemento per il bagno,
Dopo centinaia di anni in cui lo scopino e scopettino faceva bella mostra di se lo stesso veniva realizzato in tutti i modi possibili. Ironico, spiritoso, serioso, in cristallo, in accaio ….minimal—ecc ormai ,ci si era rassegnati a soccombere alla necessità di averlo nel nostro bagno.

Ma nel frattempo, il bagno è cambiato, si è evoluto da semplice “ritirata”, a stanza le cui funzioni si sono moltiplicate  rispetto ad un tempo. Ora la “sala da bagno” si utilizza come area Wellness , l’ambiente è divenuto più raffinato, e deve essere accogliente e colto. Ecco che diventa necessario che in questo ambiente rinnovato nella propria essenza, non ci sia più posto per un oggetto che è davvero scarsamente igienico e maleodorante.

Quindi viva l’idroscopio che nelle sue diverse forme e colorazioni può’ dare un tocco di maggiore eleganza e salubrità’ al nostro
bagno!

 

Nuova sentenza della Cassazione sui difetti delle lavorazioni nelle ristrutturazioni.

Negli appalti privati il committente che vuole contestare all’appaltatore la buona esecuzione dei lavori deve farlo in modo preciso e circostanziato. È la  conclusione cui è giuntala Corte di Cassazione con la sentenza 25433/2013.

 

la Corte di Cassazione con la sentenza 25433/2013 ha stabilito le modalità’ di comunicazione  nel caso il committente di lavori di ristrutturazione contesti la qualità dei lavori effettuati dall’impresa.

Il committente  privato  deve infatti contestare in modo preciso e con documentazione appropriata la lavorazione contestata  e non può genericamente affermare che” le lavorazioni sono state fatte male”!     Con tale generica affermazione infatti un committente privato si e’ visto rigettare la richiesta di rivedere il prezzo delle lavorazioni in quanto l’impresa, che si e’ resa disponibile ad un sopralluogo e ad un successivo intervento per rimediare alla lavorazione contestata,non avendo una precisa indicazione della lavorazione contestata non puo’ intervenire per riparare.

Cita testualmente la Cassasione: “Non è quindi sufficiente una generica contestazione o protesta, perché in questo modo la disponibilità dell’appaltatore alla verifica dei problemi sollevati non può tradursi nell’assunzione di un valido impegno all’eliminazione dei difetti. Senza la precisa indicazione dei difetti, anche l’impegno dell’appaltatore rimane indeterminato.