Archive for ottobre 2012

Impianto idraulico in rame o in multistrato? Quale scegliere e perché.

Spesso di fronte alla necessità di dover rifare l’impianto idraulico, ci si trova davanti alla scelta del materiale da utilizzare per le nuove tubazioni. Le alternative da prendere in considerazione sono il rame, il  polietilene e, il suo successore, il multistrato.

tubi in rame

tubi in rame

Dal punto di vista prestazionale il rame è un materiale resistente agli urti, che può quindi essere utilizzato per qualunque tipo di tubatura, e allo stesso tempo si presta ad essere facilmente piegato. È un materiale estremamente durevole negli anni, e questo assicura impianti che restano affidabili anche a distanza di decenni dalla loro costruzione. Inoltre la saldabilità del rame, lo rende un materiale facilmente riparabile, qualora se ne dovesse verificare la necessità, senza dover ricorrere a manodopera specializzata.

Tubo in  multistrato

Tubo in multistrato

Il tubo in multistrato, che sta sostituendo il vecchio tubo in polietilene, a causa dei grandi problemi di cristallizzazione che comportava, è una nuova tipologia di tubazioni, composta sempre da polietilene ma reticolato, ovvero sottoposto ad un processo chimico che irrobustisce la struttura molecolare e ne aumenta le caratteristiche di resistenza al calore. È inoltre inserito uno strato intermedio di alluminio, necessario ad mantenere impressa la curvatura del tubo. Le giunzioni tra i diversi tubi vengono realizzate con pinze pressatrici apposite e tenute con gli oring ad alta densità. È semplice da posare, ed è possibile realizzare anche a mano le curvature mentre con il rame è necessario usare la piegatubi.

Dal punto di vista delle caratteristiche fisico-meccaniche, nonostante il tubo in multistrato garantisca discrete prestazioni, il rame risulta di gran lunga superiore sia nella durata sia nella resistenza. Ma non è solo per questo che viene preferito il suo utilizzo.

Analizzando infatti quello che riguarda la sicurezza circa la nostra salute, il rame, essendo un materiale naturale, che per millenni è stato usato nella produzione di condutture e contenitori di cibi e bevande, ci garantisce la sua totale assenza di tossicità, comprovata dal duraturo utilizzo. È  un materiale del tutto impermeabile, per cui non assorbe sostanze organiche, inoltre grazie alle proprietà batteriostatiche che presenta, previene la riproduzione di virus e batteri che possono trovarsi nell’acqua proveniente da vecchie tubature in ferro. Questa è una caratteristica molto importante quando parliamo di sostanze che ingeriamo, come l’acqua potabile. Inoltre il rame sopporta bene il surriscaldamento, senza subire deterioramento, ed è questo un ulteriore motivo per cui si presta bene ad essere utilizzato per gli impianti idrici sanitari. L’acqua calda infatti, dopo aver attraversato le tubature riscaldandole, viene in contatto con la nostra pelle quando ci laviamo. Risulta estremamente importante quindi, che quest’acqua non trasporti con se tracce del materiale che attraversa.

Per quanto riguarda l’impianto di riscaldamento, anche in questo caso l’utilizzo del rame anche è una scelta obbligata , in quanto il multistrato quando raggiunge le temperature elevate, subisce notevoli dilatazioni termiche, e alla lunga può generare fastidiose perdite nei punti di raccordo.

Infine c’è da considerare anche l’aspetto ambientale; il rame è un materiale riciclabile al 100%, ed il suo utilizzo riduce notevolmente l’impatto ambientale, sia nella realizzazione, che in un ipotetico smaltimento futuro.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, il costo di un impianto idraulico in rame è sicuramente più elevato di un impianto in polietilene, ma comunque ragionevole oltre conveniente se considerato in prospettiva di qualità e duratura dell’impianto, non a caso quando presente, rappresenta un valore aggiunto all’immobile.

Purtroppo la scarsa informazione e la minor  competenza  del cliente “fai da te”, non tiene assolutamente conto di tutte queste valide considerazioni. L’idraulico a cui ci si affida,utilizzando tubazioni in multistrato  ottiene un grosso risparmio sui materiali, lasciando inalterato il prezzo dell’impianto  aumentando cosi’ i suoi profitti. Quindi la tendenza dell’operatore del settore e’ certamente quella di adoperare tale sistema in maniera massiva.

Tubazioni in Rame Coibentato

Tubazioni in Rame Coibentato

Covertec srl per i suoi impianti utilizza solo ed esclusivamente  il rame di qualita’ (tipi Smisol o similare) adeguatamente coibentato  sia per le vie d’acqua fredde che per quelle calde e ovviamente per le tubazioni relative al riscaldamento.

Collettore far

Collettore far

Rimane  fondamentale nella dotazione dell’impianto idraulico e per il riscaldamento l’inserimento di  centraline di smistamento di marca “Far”.

Utilizzando quindi materiali di tale qualita’ si potra’ assicurare  una garanzia di inalterabilità,salubrità e sicurezza nel tempo.

 

 

 

 

Siporex o Laterizi? Cosa usare per le nuove tramezzature.

Siporex o laterizi?

Nelle ristrutturazioni degli appartamenti spesso si rende necessaria la costruzione di tramezzi, pareti divisorie o cucine in muratura, per soddisfare le nuove esigenze del cliente. Tali strutture hanno diverse tipologie esecutive, a seconda del materiale utilizzato nella costruzione. Tra le tipologie più diffuse vanno considerate quelle che adottano blocchi di siporex, o le più tradizionali in laterizi forati. Decidere tra le diverse soluzioni non sempre risulta di facile scelta, ecco perché analizzeremo entrambi i sistemi costruttivi, sia punto di vista prestazionale e funzionale che economico.

Mentre il laterizio è un materiale da costruzione tradizionale, il siporex è un materiale relativamente nuovo, risale infatti agli inizi del ‘900. È composto da calcestruzzo cellulare areato, formato da cemento e sabbia silicea e fu inventato da alcuni ricercatori svedesi per conto di un’industria cementizia. Ciò che crearono fu un materiale dalle proprietà fisiche davvero singolari.  Il siporex è molto leggero, discretamente isolante termicamente e acusticamente, ignifugo, e presenta una buona permeabilità al vapore. Quello però che lo caratterizza maggiormente è la facile lavorabilità, pari addirittura a quella del legno ma sicuramente con un costo ridotto. Nonostante tutti questi pregi dal punto di vista fisico, le sue applicazioni presentano numerosi limiti. Innanzitutto è un materiale molto friabile, motivo per cui mal si presta ad accogliere viti e tasselli, e non risulta quindi disponibile ad essere utilizzato come supporto per mensole, quadri, pensili della cucina, o apparecchiature elettroniche (condizionatori, televisori). Inoltre successivamente agli assestamenti naturali che avvengono nella struttura dell’appartamento, a seguito della costruzione di nuove tramezzature, si manifestano facilmente fastidiose lesioni, cavillature e fessurazioni, soprattutto in corrispondenza dei punti di giunzione. Per ovviare a questo antiestetico problema si fa ricorso all’uso di retini appositi da collocare al di sotto dell’intonaco, ma non sempre si ottengono gli effetti desiderasti.

Rasatura sui Siporex

Nel corso del tempo, poi, potrebbe sorgere l’esigenza di destinare quella parete ad un diverso uso, oppure di dover intervenire sull’impianto elettrico, come ad esempio spostare una presa o inserirne una nuova, creando una traccia nella parete. L’area trattata, nonostante venga ripristinata nel migliore dei modi, nel tempo manifesterà la tendenza a creare cavillature. Infine il posizionamento di grandi e pesanti arredi in adiacenza alla parete in siporex può accentuare il formarsi di lesione.

Inoltre c’e’ da tenere in considerazione che le tracce scavate in questo materiale per far posto alle tubazioni elettriche o idrauliche vengono poi abitualmente richiuse con una malta a base di cementoLe dilatazioni termiche dei due materiali sono profondamente diverse con la conseguenza di osservare nel tempo in corrispondenza delle suddette tracce  per gli impianti la cavillatura della rasatura.

Tutte queste problematiche esposte con una parete in laterizio non si verificano. Questo perché una parete costruita con i classici laterizi forati, ha il pregio di resistere alle sollecitazione a cui viene sottoposta. Non essendo friabile, non crea problemi nel fissaggio di mobili pensili, mensole o televisori ancorati al muro. L’isolamento termico e acustico è pressoché pari a quella in realizzata siporex, ed è un materiale incombustibile, oltre ad avere un’eccellente durata nel tempo.

L’unico “svantaggio”, se così lo vogliamo definire, si presenta sul piano economico, in quanto una parete in laterizi ha un costo leggermente più elevato rispetto ad una in siporex, ma se si rapporta il costo dell’investimento iniziale con la durata nel tempo e la versatilità della struttura, risulta palese la convenienza del laterizio.

Covertec da sempre utilizza per la realizzazione delle tramezzature nei propri cantieri il laterizio opportunamente intonacato con malte premiscelate a base cemento.

L'umidita' da risalita delle murature in tufo

L'umidità di risalita nelle murature

Tra le principali cause di infiltrazione d’acqua rientra sicuramente quella dovuta all’umidità da risalita. Tale fenomeno si riconosce attraverso il degrado dell’ intonaco, sia interno che esterno, che si manifesta nella parte bassa dell’edificio, a partire da pochi centimetri dal livello di calpestio fino ad arrivare ad un metro e più di altezza. Si tratta di un problema generato dal principio di capillarità, che consiste nella risalita d’acqua dal sottosuolo, sfruttando le microcavità esistenti naturalmente nel materiale, attraverso le strutture di fondazione. A favorire la diffusione di tale fenomeno è determinante la porosità del materiale, ovvero la capacità assorbente del materiale da costruzione utilizzato, come il tufo, la pietra, o il mattone pieno.

I danni che provoca l’umidità da risalita sono principalmente di natura estetica, attraverso la manifestazione di macchie, distacchi di intonaco, muffe ed efflorescenze saline. Infatti quando i sali minerali presenti nel terreno, risalgono nella muratura, si cristallizzano all’interno del materiale da costruzione, e provocano il distacco dell’intonaco. La presenza di tali infiltrazioni, infine, può provocare danni alla salute, in quanto la presenza di muffe può portare alla formazione di spore nocive, che rendono l’ambiente insalubre.

Nel corso del tempo si sono succeduti diversi sistemi di soluzioni per questo problema, a seconda delle diverse esigenze.

Uno primo sistema di deumidificazione consiste nell’inserimento di barriere chimiche, ovvero uno strato liquido impermeabile, capace di penetrare nelle cavità delle murature, che una volta iniettato attraverso la foratura della parte bassa della parete, rende la muratura idrorepellente.

Un altro sistema è costituito dagli intonaci al calcide, che sono intonaci deumidificanti e calcificatori al calcide. Tali intonaci risolvono le problematiche di umidità da risalita e salinità, grazie alla base di leganti idraulici, inerti e additivi specifici. Sono adatti per tutte le tipologie di murature.

Esiste poi il sistemi di elettrolisi, basato sulle correnti elettrostatiche che si generano dalla reazione chimica prodotta dall’incontro tra i sali minerali e l’acqua all’interno del terreno. Si crea quindi un campo elettrico naturale, che è possibile invertire attraverso l’inserimento di elettrodi. L’inversione artificiale di questo campo, è necessario a limitare la risalita d’acqua nelle murature. Il limite di questo sistema è determinato dal deterioramento degli elettrodi a contatto con i sali minerali.

Abbiamo infine un sistema efficace per risolvere tale problema, che è costituito dall’applicazione di intonaci deumidificanti macroporosi ad elevata evaporazione, che consentono di contrastare in modo ottimale la risalita d’acqua dal sottosuolo. Si tratta di intonaci ad elevata permeabilità al vapor acqueo congiuntamente con una considerevole idrorepellenza, i quali sono in grado di stabilire un corretto equilibrio igrometrico all’interno della parete trattata.

In poche parole l’acqua salendo dal sottosuolo, quando incontra uno strato di intonaco comune non riesce ad evaporare ed è portata a creare tutte le problematiche precedentemente illustrate, se invece trova uno strato di intonaco poroso e permeabile è libera di evaporare senza generare fastidi sulla muratura.

E’ comunque fondamentale un attenta analisi dello stato dei luoghi per poter identificare il trattamento migliore teso alla risoluzione del problema.

 

Il progetto di una mansarda. lo sfruttamento di un sottotetto con il piano casa.

 

Arch. Paola Di Vaio

Nella progettazione effettuata si e’ partiti da un ipotesi di sfruttamento del sottotetto innalzando le quote delle altezze con l’aumento di volumetria possibile sfruttando il piano casa. La soluzione originale prevedeva una ripartizione di base degli ambienti cosi’ come evidenziati in pianta.

Stato dei luoghi

 

L’accesso all’abitazione era collocato nel disimpegno, immediatamente di fronte alla zona dei servizi, che a sua volta suddivideva l’alloggio in due parti, sulla destra l’area giorno, con angolo cottura a vista, mentre sulla sinistra l’area notte.

 

Nel progetto di ristrutturazione dell’abitazione, la struttura essenziale dell’appartamento è stata conservata, ma con alcuni accorgimenti che hanno notevolmente rivalutato la qualità dell’abitare la casa.

Si è partiti innanzitutto dal modificare l’accesso dell’alloggio, in modo da ottenere un ingresso diretto nella zona giorno. Quando si entra nella mansarda, con questa nuova soluzione, ci si trova immediatamente nella zona conversazione, integrata in un sistema di pareti attrezzate in muratura, ottimali nel ricavare il massimo spazio nelle diverse altezze della mansarda. Un sistema di tale tipo, permette inoltre di poter ricavare spazi personalizzati per le proprie esigenze, oltre ad ottenere un divertente e dinamico gioco estetico di pieni e vuoti. Alla sinistra del soggiorno è stata posizionata la cucina, separata da una grande porta scorrevole vetrata, che a seconda delle circostanze è possibile chiudere per avere una cucina riservata oppure aprire, creando un unico ambiente spazioso e luminoso, capace di ospitare un buon numero di persone e di godere a pieno dell’intero ambiente. Nella parte centrale tra il soggiorno e la cucina è stata collocata l’area pranzo, in modo da sfruttare la massima altezza della copertura per renderla facilmente fruibile da ogni lato.

Un piccolo disimpegno separa la zona giorno dalla zona notte e conduce al servizio per gli ospiti e alla lavanderia, ricavata sfruttando lo spazio inutilizzato in altezza del vano scala.

Si accede poi alla zona notte e allo studio riservato. Questa area della casa è stata ripartita attraverso l’inserimento di una cabina armadio in posizione centrale, per separare da un lato la parte più intima della camera da letto e dall’altro la zona studio, lontana in questa posizione dai rumori provenienti dal soggiorno e dai servizio. La cabina armadio, quindi, oltre a suddividere i due ambienti, sfrutta così anche la maggiore altezza delle falde, garantendo una capienza molto elevata. Nella zona notte, accanto all’apertura del balcone è stata progettata un’essenziale toiletta, rivisitata in chiave moderna, capace di soddisfare tutte le esigenze di cura e di bellezza della persona, grazie anche all’inserimento di un punto d’acqua. Dalla camera da letto si accede poi al secondo bagno, il cui ingresso era precedentemente posizionato nel disimpegno.

A seguito dell’intervento di ristrutturazione, gli ambienti della casa risultano suddivisi in maniera più funzionale, recuperando al massimo le differenti altezze della mansarda e allo stesso tempo,  offrendo un valido risultato estetico.

Nell’ animazione che segue si potra’ visionare il risultato finale !